ADOLESCENTI ALWAYS ON di L. Savonardo e R. Marino
Always on we are/Always on we live/Always on we love/Always on we dream
È con il refrain del brano "Always on" di Lello Savonardo che entriamo nel vivo della presentazione di un lavoro di indagine sull'utilizzo dei social media da parte degli adolescenti la cui narrazione viaggia su binari comunicativi molteplici, scegliendo codici diversi per lanciare il proprio messaggio.
Il brano è tratto dal concept album Bit Generation
dove lo stesso Savonardo – professore associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università di Napoli Federico II – è protagonista in qualità di cantautore.
A lui, anche coordinatore dell'Osservatorio Giovani e di F2 RadioLab dell'Ateneo Federico II, è affidata la codirezione (insieme ad Enrica Amaturo) della neonata collana "Culture giovanili", appena inaugurata dal testo che lo vede autore insieme a Rosanna Marino, Ph.D. in Scienze sociali e statistiche e docente di Storia e teoria dei nuovi media presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli : "Adolescenti always on. Social media, web reputation e rischi online".
Il progetto scientifico e cross-mediale "Always on" (libro e videoclip) ha già ricevuto il premio Nostalgia di Futuro Award 2021, assegnato dall'Osservatorio TuttiMedia nella sezione "Innovazione e Comunicazione", riconoscimento dedicato a coloro che hanno un ruolo di spicco nel mondo dei media e affrontano quotidianamente le sfide imposte dalla transizione digitale.
Il volume, dopo una parte teorica introduttiva, presenta i risultati di un'indagine sulle pratiche comunicative, le esperienze e i comportamenti dei ragazzi nei siti di social network e sui pericoli connessi ai fenomeni di cyberbullismo, sexting e abuso dei dati personali. La ricerca, che ha preso avvio inizialmente a livello locale, ha in seguito visto la collaborazione di quattro atenei e dei Co.Re.Com Campania, Lazio e Lombardia, ampliando così la visione a uno scenario rappresentativo delle tre aree geografiche del paese, Nord Centro e Sud, con il coinvolgimento di un campione di 1500 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni.
[Prefazione di Mario Morcellini – Postfazione di Domenico Falco]
Ragazzi sempre connessi, che nel vivere online e offline senza distinzione trovano la propria collocazione in un ambiente "onlife", e in una dimensione spazio-temporale del tutto inedita.
Le opportunità di sviluppo e relazione si accompagnano ai rischi, che in sintesi riguardano la costruzione sociale della propria identità e la reputazione in rete. Perché il fenomeno, reso ancora più fervido dalla situazione pandemica, è di grandissima portata: "Anche se si tratta di tecnologie della comunicazione relativamente recenti, nell'arco di circa un ventennio i social media hanno contribuito significativamente a riconfigurare lo scenario entro il quale si diffondono le pratiche comunicative, sociali e culturali nell'età contemporanea".
I dati raccolti permettono di dire che gli adolescenti italiani hanno consapevolezza dei rischi (che crescono con il crescere della quantità di informazioni personali affidate alla rete) ma non rinunciano all'utilizzo dei social media: scelgono ove possono l'azione preventiva o, se vittime di abusi, adottano una strategia correttiva, che è maggiore rispetto a chi non abbia mai subito offesa.
Il volume evidenzia, tra l'altro, le differenze tra maschi e femmine riguardo il grado di esposizione ai rischi e sulle conseguenze sul piano psicologico e si concentra sulle possibilità di supporto che gli adolescenti possono trovare in famiglia e a scuola. Alle quali però i ragazzi si rivolgono, per lo più, successivamente all'esperienza di rischio, se non addirittura dopo un danno subìto. "Per arginare i rischi e limitare i danni nelle pratiche online degli adolescenti, risulta determinante e prioritario sviluppare forme di prevenzione, a carattere educativo o regolativo, rivolte non solo agli adolescenti, ma anche alle famiglie e agli insegnanti. Il ruolo dei docenti come dei genitori potrebbe essere decisivo nel trasferire ai più giovani una maggiore consapevolezza dei rischi e una migliore gestione dei propri profili online, a partire dalla trasmissione di strumenti e modelli culturali adeguati che favoriscano una maggiore coscienza critica, oltre che le competenze digitali necessarie".



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