Vacanze agli sgoccioli, babysitter cercasi
Vacanze agli sgoccioli, babysitter cercasi
Una volta era il passaparola. Poi il biglietto attaccato alla bacheca del supermercato e o del pediatra. Ora la babysitter si cerca online. Ma quale è il profilo del genitore che seleziona la babysitter per i propri figli sul web? Questi sono proprio i giorni dell'anno in cui si rileva il maggior numero di ricerche sulle piattaforme specializzate
Sembra strano trovare una babysitter online? Eppure ci affidiamo a piattaforme specializzate per le nostre vacanze e per i nostri trasporti in sharing, e sempre spopola lo shopping virtuale rispetto alle passeggiate per vetrine. Certo, se parliamo dei nostri figli è un'altra cosa, ma questo non vuol dire che non possiamo fidarci. La stessa babysitter che si trova (spesso con difficoltà) tramite il passaparola è probabilmente registrata anche sui siti di ricerca online, la rete ti aiuta a verificare i profili (attraverso i social per esempio) e poi comunque è sempre il genitore a poter controllare le referenze, incontrare i candidati, confrontarsi con le famiglie per le quali ha lavorato.
Grazie al web è possibile trovare babysitter che vivono nel proprio isolato, e persino si potrebbero scoprire conoscenze in comune. Il tutto comodamente da casa e in pochi click. Insomma, sempre più genitori cercano la babysitter online.
Sitly, gruppo internazionale che opera in Italia attraverso la piattaforma www.sitly.it, ha voluto delineare il profilo tipo dei genitori che ogni giorno selezionano le candidate sul sito. Ecco quanto è risultato dopo 8 anni di attività.
L'81% degli account è rappresentato da mamme alla ricerca di babysitter. Il 61% degli iscritti ha tra i 36 e i 45 anni, il 23% dai 23 ai 35, solo il 13,5% sopra i 45.
La metà degli iscritti ha 1 figlio (48%), cifra equiparabile a chi ha 2 figli (46%). Solo il 7% dichiara di avere 3 figli.
Chi fa la richiesta è per il 90% delle volte una coppia, i single sono il 2,9% sebbene sia una categoria che certamente necessiterebbe di notevole aiuto nella gestione dei figli.
Si tratta principalmente di genitori laureati (laurea specialistica per il 35,9% e 24,9% con laurea universitaria).
Schiacciante la percentuale dei genitori che cercano la babysitter mentre ha un lavoro da impiegato full time (59%). Ha il part time il 16,7% dei registrati. Solo 6% sono imprenditori.
Interessante la distribuzione geografica: tra le registrazioni la Lombardia (23,9%) fa da padrone; seguono Lazio (15%), Emilia Romagna e Veneto con 10%, poi Toscana 8%, Piemonte 6%, Campania 4,9%, il resto distribuito in modo equo.
A sorpresa non sono le città grandi le più 'vivaci', probabilmente per la difficoltà di trovare babysitter vicino a casa con canali offline: il 25,7% dei genitori che cercano online una babysitter abitano in città tra i 10 e i 50mila abitanti; è il 21% chi vive in metropoli oltre il 1 milione di abitanti (Roma e Milano). Da segnalare anche la percentuale di chi si trova in centri urbani con un numero di abitanti inferiore ai 10mila, il 15%.
Ultimo dato riguarda l'età dei figli per i quali si richiede la babysitter. Il 26,4% delle ricerche di baby sitter da parte di mamma e papà avviene per neonati 0/1 anno; il 20% per bambini dai 2 ai 4%, il 30,9% per i bambini della scuola primaria. Si abbassa drasticamente la percentuale per gli 'over 10' (8,5%) per non parlare di quando i figli presentano 14 anni o più, 0,8%.
Percentuali che, da rapporto Inps, coincidono con i dati riguardanti le domande di bonus babysitter messo a disposizione delle famiglie nella primavera 2020. Il bonus baby-sitting è stato richiesto nel 22% dei casi a favore di bambini di età inferiore a 4 anni. Il 19% e il 47% delle richieste hanno interessato, invece, bambini di 4-5 anni e di 6-10 anni rispettivamente. Infine, le richieste per minori di età superiore a 11 anni sono state circa il 12%.


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