Una didattica digitale efficace e coinvolgente
Da "Riconnessioni" esperienze di cui fare tesoro per una DaD efficace e coinvolgente
La pandemia di Covid-19 ha avuto un profondo impatto in diversi settori della nostra società, talvolta mutando drasticamente stili di vita consolidati e abitudini radicate nella nostra routine. La scuola ha subìto una vera e propria rivoluzione in questo senso, con milioni di studenti chiamati a usufruire delle principali attività didattiche da casa.
Un cambiamento epocale che ha investito però non solo i ragazzi e i docenti, che – nel pieno dell'anno scolastico – hanno dovuto adattarsi alla mutata quotidianità, ma anche i genitori, spesso impreparati a gestire le sfide quotidiane imposte dal nuovo contesto. La Didattica a Distanza, la cui sigla DaD è sicuramente tra le più citate nelle conversazioni a tema. Proprio il 26 marzo la Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina riferiva in Senato che più di 6,7 milioni di alunni erano stati raggiunti, con diversi mezzi, da attività didattiche a distanza, circa l'80% del totale della popolazione studentesca.
Precursore in Italia di un modello di didattica nuova è Riconnessioni – Educazione al futuro, un programma d'innovazione nelle scuole e per le scuole primarie e secondarie di primo grado che nei mesi scorsi ha dato il suo contributo per la continuità formativa in molte scuole di Torino e prima cintura. L'obiettivo che si prefigge il progetto è quello di coniugare intervento infrastrutturale e formazione per promuovere una scuola innovativa, inclusiva e creativa. L'attività coinvolge un numero selezionato di docenti in ogni scuola, e prevede una serie di percorsi di formazione laboratoriali ed esperienziali, con l'obiettivo di divulgare quanto appreso sia con i colleghi docenti sia all'interno delle classi. "Riconnessioni" ha già raggiunto 300 scuole e quasi 100mila studenti, inserendosi tra le più grandi esperienze di didattica digitale integrata d'Europa.
Grazie a Riconnessioni, molte scuole hanno avuto l'opportunità di realizzare tecniche innovative di insegnamento che rientrano nel quadro della didattica innovativa richiesta dalla stessa DaD. Ci sono state scuole che hanno voluto portare avanti l'esperienza "Riconnessioni" andando oltre il programma di formazione previsto, attraverso un progetto ad hoc sulla base delle richieste avanzate dagli insegnanti. Ilaria De Santis, docente di italiano, storia e musica dell'Istituto Comprensivo "Corso Racconigi" di Torino racconta come la formazione a cascata, effettuata a distanza attraverso webinar promossi da Riconnessioni, sia stata fondamentale per portare avanti una DaD efficace e stimolante. "Questa esperienza ci ha permesso di ripensare e rimodulare i percorsi didattici – afferma la docente. "Abbiamo avuto modo di sperimentare applicazioni e strumenti che, in una situazione di "normalità", non avremmo mai avuto modo di esplorare. E questo ci è servito per entrare davvero in contatto con i nostri alunni, riuscendo a coinvolgerli meglio durante le lezioni da remoto". Forti di questa esperienza passata, è stato deciso di ampliare il programma coinvolgendo un numero superiore di docenti. Nel prossimo futuro l'idea è quella di implementare un progetto di tutoraggio che spinga i docenti a utilizzare in classe le buone pratiche apprese durante la formazione di Riconnessioni con il supporto di un docente esperto.
Un'altra esperienza di docenti che hanno acquisito competenze nuove per supportare i propri alunni nel percorso di apprendimento, vede protagonista Lucia Dimotta, insegnante di inglese e di sostegno, in forza all'Istituto Comprensivo "Ugo Foscolo" di Torino.
La docente si è confrontata con la sfida di dover acquisire le competenze base per poter utilizzare PubCoder, un software desktop che consente di creare contenuti digitali interattivi. Grazie a questo programma è possibile progettare e distribuire applicazioni e pubblicazioni web per piattaforme mobili, sia iOS sia Android.
"Con i miei alunni di terza elementare – dice – abbiamo lavorato sullo studio del corpo umano e sulla lingua inglese, che è la mia materia. Tutto è partito dalla domanda: cosa vuoi fare da grande? Ogni bambino ha disegnato con carta e matita una rappresentazione di sé stesso com'è oggi e dell'adulto che vorrebbe diventare. I disegni realizzati, sono stati poi riportati in formato digitale e io ho creato con PubCoder l'app". Il risultato è stato davvero sorprendente: partendo dalla descrizione che il bambino fa di sé stesso, si procede all'individuazione delle caratteristiche fisiche ascoltate e con la tecnica del drag and drop si va a ricomporre il disegno originale.
"La cosa che più mi ha colpita – aggiunge – è stato l'entusiasmo e il coinvolgimento dei bambini: quando mostravo in classe il work-in-progress attraverso l'app, erano tutti sempre pronti a darmi suggerimenti e idee per migliorare il risultato finale".
L'Istituto Comprensivo "A. Cairoli" di Torino è un'altra delle scuole che ha aderito al progetto. Collocata nella prima periferia della città, ha fatto dell'inclusività e del dialogo costruttivo tra studenti la sua identità.
E proprio l'inclusività è la cifra dell'attività promossa dall'insegnante di musica Santi La Rosa: "Penso che la mia materia – dice – sia un ottimo mezzo per veicolare qualsiasi tipo di contenuto". Il docente, assieme ai ragazzi di una prima media, ha composto una melodia, una sorta di marcia, che è stata poi eseguita dagli stessi studenti. Successivamente ha promosso un contest interno alla classe per trovare una storia di accompagnamento alla melodia.
"La storia – racconta – è stata scelta dal gruppo in maniera democratica. Ha vinto quella proposta da uno studente con problemi di dislessia, che racconta di un gruppo di formichine – la classe – intente a lavorare mentre una di loro, pigra, si riposa. Le formiche al lavoro la spronano a unirsi a loro e nel momento in cui questa sbaglia non la correggono, ma decidono di usare i suoi errori in modo creativo, andando a creare qualcosa di nuovo", una poetica, questa, cara anche al grande maestro Gianni Rodari. La narrazione è stata quindi sviluppata in un video, realizzato con la tecnica dello stop motion, al quale ogni studente della classe ha collaborato secondo le proprie inclinazioni. "Ogni alunno ha potuto offrire le proprie competenze, e ciascuno di loro ha dato il meglio di sé" conclude il docente.
"L'esperienza di Riconnessioni nelle scuole può essere descritta in due parole: comunità attiva! Ovvero una rete di dirigenti scolastici e docenti che si confronta e collabora; progetta e realizza mettendo insieme le forze; si forma tra pari, si rinnova e cresce; condivide buone pratiche, strumenti e risorse didattiche.
In questi tre anni abbiamo proposto più di 80 percorsi laboratoriali sui temi inclusione, creatività, pensiero computazionale, cittadinanza digitale, strumenti per la comunità scolastica, coinvolgendo oltre 1500 docenti che insieme a esperti del settore si sono confrontati sui bisogni pratici di chi fa didattica oggi. Ogni docente, finito il laboratorio, ha formato almeno cinque colleghi, per cui la comunità di pratica di Riconnessioni è diventata capillare in ogni scuola.
L'energia attivata nelle scuole è stata sostenuta anche da un'intervento infrastrutturale: grazie al contributo di Open Fiber abbiamo posizionato quasi 15000 km di fibra ottica a Torino e prima cintura, connettendo oltre 200 edifici scolastici in fibra ottica con una velocità di 10 Gigabit al secondo. Per fare un esempio vicino alle scuole, con una velocità di 10Gb al secondo è possibile scaricare tutta l'edizione italiana di Wikipedia in soli 5 secondi e caricare 1430 Divine Commedie al secondo!"


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